Economia

Affitti e tasse, interventi per le scuole: cosa è previsto in manovra

Affitti e tasse, interventi per le scuole: cosa è previsto in manovra

Come cambiano le tasse sugli affitti con le nuove misure previste in manovra? E quali sono gli stanziamenti previsti per le scuole? 

Locali di massimo 300 metri quadrati. Attività commerciali o terziarie con vendita al dettaglio o fornitori di servizi al pubblico, come botteghe artigiane, parrucchieri, bar ristoranti, agenzie di banche e assicurazioni. La categoria catastale è C1. E chi affitta, il locatore, deve essere una persona fisica, non una società. Queste le caratteristiche necessarie per usufruire della nuova cedolare secca al 21% inclusa nella legge di Bilancio approvata dal Consiglio dei ministri. L’aliquota al 21% sul canone annuo è opzionale, ma fa risparmiare soprattutto i piccoli proprietari che altrimenti sul canone pagherebbero l’Irpef ordinaria, cui vanno aggiunte le tasse comunali e regionali, l’imposta di bollo e quella di registro, pari al 2% del canone annuo. La misura ricalca quella sperimentata solo per un anno nel 2019, con qualche modifica: all’epoca i metri quadrati commerciali affittabili con la cedolare secca erano 600. Restano esclusi gli studi professionali.

Su un canone annuo di 12 mila euro si passa da 1.200 a 600 euro di tassa. Un’altra delle novità contenute nella legge di Bilancio licenziata dal governo dimezza al 5% la cedolare secca sugli affitti lunghi 3+2 delle abitazioni a canone concordato. Ancora da definire le regole per gli affitti transitori e per gli studenti. Ma l’abbassamento dell’imposta sostitutiva è valido solo in caso di canone concordato, cioè quello a prezzo calmierato stabilito dai Comuni con le associazioni di proprietari e di inquilini e in genere più basso rispetto a quello di mercato. Con la cedolare secca si rinuncia all’aggiornamento del canone all’inflazione. L’altra novità per il 2027 riguarda i locatari più giovani. In caso di inquilino sotto i 35 anni di età, la cedolare scende all’1%: sul canone annuo concordato di 12 mila euro, il proprietario (sempre persona fisica) pagherà appena 120 euro di tassa. Ancora non è chiaro se vengano previsti dei limiti di reddito per locatore e locatario.

Per l’efficientamento energetico delle scuole, la legge di Bilancio stanzia 650 milioni di euro: servono a comprare climatizzatori e pompe di calore, ma anche alla posa di pannelli solari e alla realizzazione di altri interventi termici. Copriranno il 100% della spesa e sono destinati a circa 700 edifici scolastici (su un totale di circa 40 mila), quindi ogni scuola avrà in dotazione poco più di 900 mila euro, cui far rientrare anche gli apparecchi per il condizionamento. Nelle scuole italiane, 9 classi su 10 sono senza aria condizionata. Su 365.935 aule, meno del 10% ha impianti di raffreddamento. Ma i bandi per l’acquisto di condizionatori e pompe di calore arriveranno solo nel 2027 e i primi apparecchi potranno quindi essere comprati solo nel 2028. Quindi per molte classi anche la prossima estate sarà senza impianti. Lo scorso settembre, il Ministero dell’Istruzione ha destinato circa 20 milioni di euro per apparecchi e dispositivi di raffreddamento.

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