Si apre con un’affluenza pari al 65,85 l’assemblea del Monte dei Paschi, come ampiamente stimato nei giorni scorsi. Tra gli azionisti sopra la soglia rilevante del 3% Mps annovera Delfin al 17,53%; il gruppo Caltagirone al 12,66%, a fronte della quota del 13,49% che deteneva in occasione dello stacco dell’ultimo dividendo; Blackrock al 4,66%; Banco Bpm al 3,74%, anche tramite Anima (oggi non presente); e Barclays con una partecipazione aggregata del 3,77% (azioni 1%, strumenti finanziari 2,77%). Il nutrito ordine del giorno prevede che prima vengano esaminati i cinque punti della parte ordinaria, a partire dalla nomina dei consiglieri Gianluca Brancadoro e Alessandro Caltagirone, e successivamente i cinque punti della parte straordinaria.
La fusione con Mediobanca, l’offerta di scambio con Banco Bpm e quella con Banca Generali rappresentano i punti uno, tre e quattro della parte straordinaria, mentre il dividendo da 4 miliardi di euro è l'ultimo punto della parte ordinaria. Si tratta di operazioni straordinarie che devono essere sottoposte al voto di un’assise, in quanto l’istituto senese è sottoposto alla passivity rule dall’Opas da 31,4 miliardi di Intesa Sanpaolo.
Assente oggi al centro congressi di via Mazzini, a Siena, la larga parte dei consiglieri indipendenti del Monte, salvo Corrado Passera, che ha condiviso il piano straordinario dell’ad Luigi, Lovaglio Antonella Centra, i vicepresidenti Flavia Mazzarella e Carlo Corradini, la presidente del comitato nomine Patrizia Albano. La prima votazione vede l’approvazione alla cooptazione di Gianluca Brancadoro e Alessandro Caltagirone come consiglieri nel board con una maggioranza rispettivamente dell’89,78% e del 86,81% delle azioni rappresentate. L'assemblea invece boccia la proposta del board relativa all'autorizzazione all'acquisto e alla disposizioni di azioni proprie. I contrari sono il 53,8% del capitale presente, i favorevoli il il 40,8% mentre gli astenuti il 5,77%. Bocciate anche le proposte sul il sistema incentivante 2023, 2024 e 2025. Contrario il 53,33% dei voti espressi, favorevole il 40,85% mentre si è astenuto il 5,8%.
Nella risposte alle domande scritte pubblicate da Mps in vista dell’assemblea si legge che «non sono previsti incontri tra l’amministratore delegato di Mps, Luigi Lovaglio, e il suo omologo in Intesa Sanpaolo, Carlo Messina mentre sull’integrazione con Mediobanca, in caso di approvazione da parte dell'assemblea, si prevede che la fusione per incorporazione di Piazzetta Cuccia (che «procede in linea con quanto atteso») e la correlata scissione siano efficaci entro la fine del 2026. Fuori dal centro congressi si sta tenendo un sit-in di Cgil-Cisl-Uil, promosso «per ribadire la necessità di salvaguardare il legame tra la banca, il territorio e le comunità, tutelando l'occupazione, i diritti e il ruolo economico e sociale dell'istituto-. Mps - sottolineano i sindacati - non è soltanto una banca, rappresenta un pezzo fondamentale del sistema economico e sociale del nostro territorio». I cronisti hanno intercettato anche la sindaca di Siena, Nicoletta Fabio: «Vediamo cosa succede oggi, il mantra delle istituzioni senesi, a partire dall'amministrazione comunale, è sempre stato quello della integrità, l'integrità della banca, l'integrità dei livelli occupazionali, l'integrità di quel rapporto di prossimità con il territorio, che è tipico di Banca Monte dei Paschi nei confronti delle famiglie, delle imprese, soprattutto delle piccole e medie imprese tipiche del nostro territorio, la presenza delle funzioni direzionali nella città di Siena, che questa banca ha fondato 500 anni fa. Quindi l'auspicio è che tutto ciò possa essere garantito nel futuro della nostra città», ha detto la prima cittadina.
29 ottobre 2026, 11:33 - Aggiornata il 29 ottobre 2026 , 11:56