Samuel Mbangula ha scelto San Siro, casa di un Diavolo martoriato a pochissimi giorni dal derby contro l’Inter, per prendersi la sua rivincita, trascinando il Bologna a una vittoria memorabile in rimonta con il Milan. Una tripletta da stropicciarsi gli occhi che lo proietta dritto nella storia, inserendolo in un club ristrettissimo insieme a Gabriel Omar Batistuta per gol inflitti ai rossoneri a casa loro nell’era dei tre punti.
Mbangula in un colpo solo è diventato l’uomo che ha ammutolito il Meazza. A lanciarlo nel grande calcio nell’estate 2024 era stato Thiago Motta, che la panchina della Juventus se l’era guadagnata proprio guidando i rossoblù alla storica qualificazione in Champions League. Alla della fine stagione 2024-25 la società bianconera non ha creduto fino in fondo sul talento belga, cedendolo in Germania al Werder Brema. Poi il ritorno in A nell’ultima sessione di mercato: una trattativa passata quasi in sordina, con la formula del prestito con diritto di riscatto fissato a 12,5 milioni. E i tifosi del Bologna adesso esultano con Mbangula.
Eppure erano appena 14 i minuti collezionati con la nuova maglia prima della svolta. Complici i problemi fisici di Cambiaghi, Raffaele Palladino decide di lanciarlo titolare a sorpresa nel match con il Milan. Risultato? Una mossa da scacco matto, ripagata con la prima tripletta in carriera dell’esterno classe 2004: «È una delle serate più belle della mia vita», ha ammesso senza troppi giri di parole l’ex Juventus con un sorriso larghissimo mentre stringe il premio di migliore in campo. Il Diavolo, del resto, aveva già imparato a conoscerlo. Era stato proprio il belga ad aprire il successo della Juventus sul Milan di Sergio Conceiçao il 18 gennaio 2025, in quella che era stato il suo ultimo sigillo nel nostro campionato. Con questa tripletta salgono a quattro le reti contro i rossoneri in altrettanti incroci diretti: «La mia prima tripletta, ma spero non l’ultima», ha aggiunto con il sorriso Samuel. Una serata epica anche per Palladino, alla seconda vittoria a San Siro nel giro di pochi mesi dopo il blitz di maggio sulla panchina dell’Atalanta.
Ma oltre alle copertine, la prova dell’esterno nato a Bruxelles racconta molto di più: 92% di passaggi riusciti, sette duelli vinti, quattro tiri e recuperi preziosi anche da quinto di destra nel finale. Doti di sacrificio, velocità e dribbling che avevano stregato Thiago Motta fin dai tempi della Next Gen e che ora scatenano i rimpianti dei tifosi bianconeri sui social per una cessione affrettata. Per il Bologna, invece, è un colpo da maestro che profuma di storia: i tre punti a San Siro contro il Milan mancavano dal 2016, quando a decidere la sfida fu Emanuele Giaccherini.
Mbangula in bianconero ha fatto una trafila importante. Era arrivato nel 2020, dopo l’esperienza all’Anderlecht: dall’Under 17 è arrivato, appunto, in prima squadra, crescendo molto. Tanto da essere blindato nel 2022 con un contratto quadriennale. «Lui è un giocatore che non è egoista. A Samuel piace mettersi al servizio dei compagni, è molto generoso in campo», disse il suo procuratore, Grace Diamouangana, dopo la prima rete da professionista contro l’Olbia in C con la Next Gen. Ma con il Milan ha dimostrato di avere un ottimo senso del gol.
29 ott 2026 | 08:57