In Europa il Paese di residenza
incide in modo rilevante sul rischio di tumore: per la cervice
uterina l'incidenza in Romania è oltre sette volte quella di
Malta; per il polmone, tra le donne, la Danimarca supera di più
di quattro volte la Lituania. Nel 2024 le disuguaglianze si
traducono in 29.412 casi stimati in eccesso nei Paesi Ue con
tassi sopra la media comunitaria. Lo rileva lo studio Impact of
cancer inequalities in Europe on preventable cancers: focus on
cervical and lung cancer, che Diego Serraino, epidemiologo e
consulente di Alleanza contro il cancro, la Rete oncologica
nazionale del ministero della Salute presieduta da Ruggero De
Maria, presenta oggi a Madrid al Congresso Esmo 2026,
organizzato dalla Società europea di oncologia medica.
L'analisi si basa sulle stime 2024 dell'European Cancer
Information System. I tassi di incidenza dei tumori di polmone,
distinti per sesso, e cervice uterina nei 27 Stati Ue sono stati
confrontati con le medie europee e, per ogni Paese sopra la
media, è stato calcolato il numero di casi in eccesso. Per
quanto riguarda il polmone, si contano circa 199mila nuovi casi
tra gli uomini, con un'incidenza media di 89 ogni 100mila
persone. Si va dai 38 della Svezia ai 130 dell'Ungheria, oltre
tre volte tanto. Nei 12 Paesi sopra la media i casi in eccesso
sono 11.105: Polonia 3.934, Ungheria 1.734, Romania 1.533,
Grecia 1.391, Francia 1.348. Per le donne, sono circa 116mila le
nuove diagnosi, con un'incidenza media di 43 ogni 100mila. Si
passa dai 20 della Lituania agli 83 della Danimarca, oltre
quattro volte tanto. Negli 11 Stati sopra la media i casi in
eccesso sono 13.441: Germania 3.074, Paesi Bassi 3.069, Polonia
1.978, Ungheria 1.427, Danimarca 1.325.
Per il cancro alla cervice uterina ci sono circa 28mila nuove
diagnosi, con un'incidenza media di 12 ogni 100mila donne.
Romania si contano 36 casi ogni 100mila, a Malta 5: rapporto di
7,2 a 1. Nei dieci Paesi sopra la media i casi in eccesso sono
4.866: Romania 2.475, Polonia 861, Bulgaria 407, Ungheria 360,
Portogallo 263.
Per il polmone sono determinanti le politiche antifumo; per
la cervice uterina: la vaccinazione contro il papillomavirus
umano, principale responsabile della neoplasia, e la
partecipazione allo screening, che consente di individuare
precocemente le lesioni precancerose.
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