Notizie principali

Terrazzi e verde pensile, come trasformarlo in un paesaggio sopra la città

Terrazzi e verde pensile, come trasformarlo in un paesaggio sopra la città

"Avere uno spazio aperto in città significa ritagliarsi un luogo di benessere e di contatto con la natura. Organizzarlo non è necessariamente dispendioso: proprio come per gli interni esistono soluzioni per tutte le esigenze e per tutte le tasche. La differenza sta nella qualità del progetto, che permette di investire in modo mirato, creando spazi piacevoli da vivere nel tempo". Parola di Barbara Perini, coautrice con Luca Ciliani, architetto paesaggista, del 'Manuale di progettazione di terrazzi e verde pensile' dal sottotitolo 'Il paesaggio sopra la città', (Biblion Edizioni), che affronta il tema degli spazi verdi nei centri abitati andando oltre la semplice scelta delle piante o degli elementi d'arredo.
Soprattutto in città il terrazzo può rappresentare una delle poche occasioni disponibili per costruire un rapporto quotidiano con il verde. E' la prospettiva da cui nasce il libro che si rivolge "a un pubblico ampio e trasversale, dai progettisti ai privati che desiderano valorizzare il proprio terrazzo. Il terrazzo, infatti, - afferma Perini conversando con l'ANSA - non è una superficie come le altre: è uno spazio architettonico complesso".
In che senso? "Perché a differenza di tutti gli altri spazi interni occorre innanzitutto prendere in considerazione dove si trova, a sud o a nord, la collocazione geografica perché a Milano non è la stessa cosa di Palermo; ci sono le fasce climatiche, ma anche quelle microclimatiche ovvero la vicinanza al mare o a un lago".
Da prendere in esame nella valutazione iniziale dello spazio, prosegue la progettista del verde e divulgatrice, "c'è anche l'altezza dell'appartamento se per esempio si trova al sesto piano non sarà certo come uno al piano terra. Ecco noi diciamo ai lettori come leggere il proprio sito".
Fatto questo come si procede? "Innanzitutto, bisogna vedere il tipo di nucleo familiare che abita nella casa (se ci sono bambini ad esempio) e chi si prenderà cura delle piante: se un giardiniere esperto oppure la padrona o il padrone di casa che quindi faranno una manutenzione più da appassionati che da professionisti. Bisogna anche vedere che funzione si pensa di dare al terrazzo: se devi avere ospiti, se ci vuoi lavorare o passare il tempo in relax. A quel punto bisogna pensare alle coperture, che possono essere tende, pergole, o anche ombrelloni o altre strutture rimovibili. Conta anche l'aspetto della privacy: lo spazio è visibile ad altre persone? Quando ti affacci ci sono visuali che vuoi 'nascondere' o che vuoi valorizzare? Con la scelta della vegetazione puoi schermare un panorama oppure valorizzarlo".
E così intrecciando una serie di informazioni lo spazio diventa funzionale alle esigenze di chi lo vive, "tenendo conto del contesto". Esiste infatti anche "un genius loci: il terrazzo non è uno spazio privato, c'è anche una componente che si immette nello spazio collettivo. Nel possedere un terrazzo - sottolinea l'autrice - c'è anche un senso di corresponsabilità, di condivisione. Quanto ci siamo parlati attraverso i balconi durante il covid?". Negli ultimi anni è emersa una nuova consapevolezza del valore del terrazzo, dovuta anche al cambiamento climatico che lo rende più fruibile in tutte le stagioni. "Sempre più avere uno spazio all'aperto contribuisce al benessere di chi lo vive e nello stesso tempo genera valore ambientale".
Il che vale "anche per gli spazi più piccoli: un contenitore con piante aromatiche o mellifere può offrire nutrimento agli insetti impollinatori; con una superficie vegetata si puo' mitigare il calore, o migliorare la qualità dell'aria. La sostenibilità - conclude Perini - non nasce soltanto da grandi interventi pubblici: prende forma anche nella somma di piccoli gesti quotidiani, ripetuti da molte persone".
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Potresti esserti perso