Economia

Terre rare e materiali critici: meno spreco e giocare la carta del riuso

Terre rare e materiali critici: meno spreco e giocare la carta del riuso

È successo nelle prime settimane della nuova amministrazione Trump con quell’attenzione a Kiev legata quasi esclusivamente alle materie prime contenute nel sottosuolo ucraino. E l’Europa meno di un anno fa ha varato il suo ReSourceEu con tre grandi direzioni sulle quali impegnare gli Stati membri: riaprire le miniere, avviare il recupero dei materiali dai prodotti dismessi, studiare alternative alle materie prime critiche, le cosiddette «terre rare», poggiando sulla solida ricerca scientifica continentale. In questi anni turbolenti, l’attenzione e il dibattito sono stati indirizzati soprattutto verso il superamento dei focolai di crisi che man mano si sono accesi. Ma è evidente che parallelamente dobbiamo tornare a concentrarci su noi stessi, intesi come Italia ed Europa. E quello delle materie prime rischia di essere uno degli snodi essenziali.

Le terre rare sono gli elementi fondamentali della nostra era, come sottolineato in un libro appena edito da Codice Edizioni scritto dall’imprenditore e giornalista Gianluca Schinaia, «L’Età delle matrici». Materiali che abbiamo imparato a conoscere, come litio, cobalto e nichel che fanno parte dei 63 elementi presenti in ogni smartphone. Ma ai quali non prestiamo la sufficiente attenzione. Negli Stati Uniti e in Europa è riciclato meno di un telefonino su sei. E solo un terzo dell’elettronica rottamata entra in sistemi di riciclo autorizzati, si legge ancora nel libro di Schinaia. Si stanno combattendo tante guerre per il possesso di questi materiali. O meglio per le terre che li contengono seguendo però la sola logica dello «scavare». Non del riciclare. «In Nigeria circa il 75% dei rifiuti elettronici è raccolto per il riciclo: in Ghana si stima succeda per il 95% dei rifiuti da apparati elettronici (Raee), si legge nel libro. L’Italia, con la sua esperienza nel riciclo dei materiali, potrebbe prendersi la bandiera di un nuovo modo di usare le (poche) risorse del pianeta. Ci sono città come Milano all’avanguardia in Europa su questo fronte. Ma l’atteggiamento dei decisori politici ed economici deve cambiare e agevolare la crescita puntando a minori sprechi e al riuso.

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6 luglio 2026, 07:19 - Aggiornata il 6 luglio 2026 , 07:19

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