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Calci di rigore? Si possono evitare: bisogna saper superare le difese basse

Calci di rigore? Si possono evitare: bisogna saper superare le difese basse

La concomitanza notturna fra i rigori di Germania-Paraguay e quelli di Olanda-Marocco ha suggerito a The Athletic un gustoso giro di opinioni sulle possibili alternative per decidere chi avanza e chi va a casa in caso di parità al 120’. Le opzioni citate sono state varie, dal ritorno al golden gol -— chi segna vince, ma così restano tutti in difesa per non rischiare — agli shootout, i rigori in movimento partendo da metà campo; dalla sottrazione parallela di uomini ogni quarto d’ora riducendo il terreno di gioco (calcetto/calciotto), allo stesso metodo mantenendo però l’intero campo (maratona), fino addirittura all’istituzione di una giuria che alza le palette promuovendo la squadra più divertente o, perché no, una partita a freccette fra i due capitani. 

Una serie di sciocchezze così esilarante da ottenere quello che probabilmente era il vero obiettivo, far capire che ai rigori non c’è alternativa, anche perché la componente drammatica delle serie finali è così potente da garantire audience planetaria chiunque sia di fronte. La nostra idea, molto più banale e se vogliamo ab ovo, nel senso che precede di molto l’ora dei penalty, è quella di insegnare alle squadre a superare avversari disposti in blocco basso (il termine moderno per dire catenaccio). 

Olanda-Marocco non c’entra con questo discorso, è stata una partita equilibrata e di alto livello. Il senso profondo dell’eliminazione della Germania, invece, non è la sua debolezza dagli undici metri, ma l’incapacità di lasciarsi dietro il Paraguay in 120 minuti. Un destino che rischiava anche il Brasile, se nel finale Martinelli non avesse trovato lo spiraglio giusto. E dove l’ha trovato? Nella difesa giapponese dilatata al massimo dal passaggio di Ancelotti al 4-2-4. 

Nagelsmann invece ha fatto il passo opposto, da un 4-4-2 che sacrificava Musiala al sistema con i tre fantasisti, gente evidentemente sovrastimata. E così la Germania manca gli ottavi per il terzo Mondiale consecutivo. Magari in meglio, ma ci ricorda qualcuno: forse i bambini tedeschi non tirano più i rigori per strada.

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