(Alessandro Bocci) Settantatre gol in 65 partite fra Bayern Monaco e la Nazionale inglese. Il Pallone d’Oro più combattuto di sempre finisce nelle mani di Harry Kane.
Il fatto che la cerimonia della 70esima edizione traslochi, la prima volta nella storia, fuori da Parigi e proprio a Londra, al Palladium Theatre, nel cuore della City, rende la serata dell’«Uragano» perfetta. Una notte da favola per un fuoriclasse che, prima di sbarcare in Germania, non aveva vinto niente. Il Pallone d’Oro è la chiusura di un cerchio e un premio alla carriera, magari anche una spinta verso nuove mete, la Champions tanto agognata.
Kane è un attaccante meraviglioso, uno dei più forti della storia del calcio inglese, per tre volte in cima alla classifica dei cannonieri con il Tottenham con cui ha giocato per dieci anni segnando oltre 200 reti. Ma non è solo un cecchino infallibile, un attaccante moderno in salsa british, con un carattere pacato e umile che tanto piace agli inglesi e anche ai tedeschi di Monaco.
Kane è il primo Pallone d’Oro di Sua Maestà dopo Owen nel 2001, 25 anni fa, e 70 dopo Stanley Matthews che ha vinto la prima edizione del trofeo. Re per una notte proprio a casa sua davanti a parecchie stelle del calcio e a Ronaldo il Fenomeno, due Palloni d’Oro in bacheca, chiamato sul palco per premiare il vincitore quasi a mezzanotte: «Sono senza parole, qui a Londra è speciale. Immagino quanto sia stato difficile votare fra così tanti campioni. Ringrazio chi lo ha fatto, la scelta era ardua. È stata la mia stagione migliore, di tutta la carriera», dice Kane emozionato in una serata perfetta che lo ha visto vincere il premio anche come miglior marcatore dell’anno.
Mbappé, secondo, sorride amaro in platea. Forse la sconfitta se la immaginava quando si è presentato solo e all’apparenza molto teso. I due gol nel Clasico la sera prima hanno ridato ossigeno al Real Madrid e al popolo blanco e potrebbero aiutarlo a ricucire il rapporto molto delicato, con la tifoseria che lo ama con riserva e lo chiama il «dictator» perché Kylian è accusato di pensare prima a sé e poi alla squadra.
Un pensiero diffuso a Madrid e il giro per il mondo. Un magnifico solista, 58 gol nella scorsa stagione, re dei cannonieri al Mondiale con 10 reti e della Champions con 15. Ha lasciato Parigi per vincere la Coppa che l’ha vinta invece per due volte di fila il Psg. Una beffa che Mbappé non ha digerito. Adesso un’altra sconfitta, anche se a 27 anni avrà l’occasione per riprovarci.
Scuro in volto anche Yamal, terzo nella classifica finale e seduto per tutta la cerimonia accanto a Kane. Lo spagnolo si consola con il premio di miglior talento dell’anno, vinto per il terzo anno di fila. Il futuro è di Lamine, il presente è di Kane.
Trenta candidati, nessun italiano e un solo rappresentante della serie A diventata la periferia dell’impero. Lautaro Martínez capitano dell’Inter è solo 22esimo, davanti a Nuno Mendes e dietro due difensori: Magalhães e Pacho.
Rodri e il grande assente Messi completano la top-5.
1956 Stanley Matthews (Blackpool)
1957 Alfredo Di Stéfano (Real Madrid)
1958 Raymond Kopa (Real Madrid)
1959 Alfredo Di Stéfano (Real Madrid)
1960 Luis Suárez (Barcellona)
1961 Omar Sivori (Juventus)
1962 Josef Masopust (Dukla Praga)
1963 Lev Yashin (Dinamo Mosca)
1964 Denis Law (Manchester United)
1965 Eusébio (Benfica)
1966 Bobby Charlton (Manchester United)
1967 Florian Albert (Ferencvaros)
1968 George Best (Manchester United)
1969 Gianni Rivera (Milan)
1970 Gerd Müller (Bayern Monaco)
1971 Johan Cruyff (Ajax)
1972 Franz Beckenbauer (Bayern Monaco)
1973 Johan Cruyff (Barcellona)
1974 Johan Cruyff (Barcellona)
1975 Oleg Blokhin (Dinamo Kiev)
1976 Franz Beckenbauer (Bayern Monaco)
1977 Allan Simonsen (Borussia Mönchengladbach)
1978 Kevin Keegan (Amburgo)
1979 Kevin Keegan (Amburgo)
1980 Karl-Heinz Rummenigge (Bayern Monaco)
1981 Karl-Heinz Rummenigge (Bayern Monaco)
1982 Paolo Rossi (Juventus)
1983 Michel Platini (Juventus)
1984 Michel Platini (Juventus)
1985 Michel Platini (Juventus)
1986 Igor Belanov (Dinamo Kiev)
1987 Ruud Gullit (Milan)
1988 Marco Van Basten (Milan)
1989 Marco Van Basten (Milan)
1990 Lothar Matthäus (Inter)
1991 Jean-Pierre Papin (Marsiglia)
1992 Marco Van Basten (Milan)
1993 Roberto Baggio (Juventus)
1994 Hristo Stoichkov (Barcellona)
1995 George Weah (Milan)
1996 Matthias Sammer (Borussia Dortmund)
1997 Ronaldo (Inter)
1998 Zinedine Zidane (Juventus)
1999 Rivaldo (Barcellona)
2000 Luís Figo (Real Madrid)
2001 Michael Owen (Liverpool)
2002 Ronaldo (Real Madrid)
2003 Pavel Nedved (Juventus)
2004 Andriy Shevchenko (Milan)
2005 Ronaldinho (Barcellona)
2006 Fabio Cannavaro (Juventus-Real Madrid)
2007 Kaká (Milan)
2008 Cristiano Ronaldo (Manchester United)
2009 Lionel Messi (Barcellona)
2010 Lionel Messi (Barcellona)
2011 Lionel Messi (Barcellona)
2012 Lionel Messi (Barcellona)
2013 Cristiano Ronaldo (Real Madrid)
2014 Cristiano Ronaldo (Real Madrid)
2015 Lionel Messi (Barcellona)
2016 Cristiano Ronaldo (Real Madrid)
2017 Cristiano Ronaldo (Real Madrid)
2018 Luka Modric (Real Madrid)
2019 Lionel Messi (Barcellona)
2020 Non assegnato
2021 Lionel Messi (Barcellona-Psg)
2022 Karim Benzema (Real Madrid)
2023 Lionel Messi (Inter Miami)
2024 Rodri (Manchester City)
2025 Ousmane Dembélé (Psg)
2026 Harry Kane (Bayern Monaco)
È il quinto inglese a riuscirci dopo Stanley Matthews (1956), Bobby Charlton (1966), Kevin Keegan (1978, 1979) e, appunto, Michael Owen (2001). Nella stagione 2025/2026 Kane, 33 anni, ha segnato complessivamente 73 gol: 61 con il Bayern e 12 con l’Inghilterra. Con il club bavarese ha conquistato Bundesliga, Coppa di Germania e Supercoppa tedesca. Al Mondiale ha realizzato sei reti, contribuendo al terzo posto dei Tre Leoni, miglior piazzamento dalla vittoria nel 1966.
Sempre non Cristiano, ma il Fenomeno.
I dieci uomini ancora in lizza sono Dembélé (Psg), Mbappé (Real Madrid), Olise (Bayern Monaco), Haaland (Manchester City), Kane (Bayern Monaco), Kvaratskhelia (Psg), Messi (Inter Miami, ma non è venuto a Londra), Ruiz (Psg), Rodri (Manchester City-Barcellona) e Yamal (Barcellona).
Premiata da Michael Owen, ultimo inglese ad aver vinto il Pallone d'Oro nel 2001. Putellas (Barcellona-London City Lionesses, Spagna), al terzo successo individuale, ha avuto la meglio su: Temwa Chawinga (Kansas City Current, Malawi), Melchie Dumornay (OL Lyonnes, Haiti), Caroline Graham Hansen (Barcellona, Norvegia), Patri Guijarro (Barcellona, Spagna), Pernille Harder (Bayern Monaco, Danimarca), Ewa Pajor (Barcellona, Polonia), Clàudia Pina (Barcellona, Spagna), Alessia Russo (Arsenal, Inghilterra), Khadija Shaw (Manchester City, Giamaica).
Assente, per il grave infortunio, Aitana Bonmatí che aveva vinto le ultime tre edizioni.
Escono da due borse Louis Vuitton. Pesano 12 kg ciascuno.
La messicana del Barça e l'inglese del Bayern, grande favorito anche per il titolo finale. Per loro, il Trofeo Gerd Muller.
Tra questi, Kevin Keegan e Franco Baresi.
Le votazioni sono dei tifosi, online, e riguardano i vincitori multipli. La motivazione è per «Il più amato». C'è tempo per votare fino a domani
I campioni d'Europa spezzano l'«egemonia» spagnola... I parigini, campioni di Francia e vincitori della Champions League, hanno la meglio su Arsenal, Bayern Monaco, Bodo/Glimt e Flamengo. A ritirare il premio a nome della squadra — stasera in campo al Parco dei Principi contro il Lione, vittoria per 2-0 — è stato Ousmane Dembélé, vincitore del Pallone d’Oro 2025.
Che finora, infatti, aveva fatto incetta di premi. Si impone su Bayern Monaco, Club América, Manchester City e Lione. «Ringrazio tutti quelli che hanno lavorato duro per raggiungere questi risultati, oltre a tutti i nostri sostenitori. Un grazie all’allenatore, alle giocatrici e a tutto lo staff», le parole del presidente del club blaugrana Laporta.
Unai Simon estremo difensore dell'Athletic Bilbao e campione del Mondo con la Spagna, batte Yassine Bounou (Al-Hilal), Thibaut Courtois (Real Madrid), Joan García (Barcellona), Gregor Kobel (Borussia Dortmund), Emiliano Martínez (Aston Villa/Chelsea), Edouard Mendy (Al-Ahli), David Raya (Arsenal), Matvey Safonov (Paris Saint-Germain) e Vozinha (Chaves/Colo-Colo).
Al femminile premiata Cata Coll (Barcellona): la spagnola ha la meglio su Ann-Katrin Berger (Gotham FC), Hannah Hampton (Chelsea), Lorena (Kansas City Current), Ayaka Yamashita (Manchester City).
Per questo la famiglia di Sir Stanley Matthews, il primo premiato nel 1956, è al Palladium di Londra.
Il c.t. della Spagna campione del mondo premiato per la prima volta. Classe 1961, batte Mikel Arteta (Arsenal), Luis Enrique (Paris Saint-Germain), vincitore della passata edizione, Unai Emery (Aston Villa) e Vincent Kompany (Bayern Monaco).
L'allenatore del Barcellona femminile esalta le prestazioni della squadra capace di vincere Liga, Copa de la Reina e Supercoppa di Spagna. Romeu batte Jonatan Giráldez (Lione), Andrée Jeglertz (Manchester City), Nils Nielsen (nazionale giapponese, oggi dt del Como Women) ed Elena Sadiku (Celtic/Häcken).
Premio presentato dalla leggenda inglese Lucy Bronze.Vicky López (Barcellona) vince il Trofeo Kopa 2026. La 20enne spagnola, incoronata già un anno fa, ha la meglio su Veerle Buurman (Chelsea), Felicia Schröder (Häcken/Real Madrid), Clara Serrajordi (Barcellona), Lily Yohannes (Lione).
Lamine Yamal vince per il terzo anno di fila il premio di miglior giovane. Lo spagnolo, vincitore del Mondiale con la Spagna, conquista il riconoscimento assegnato nella cerimonia del Pallone d’Oro battendo la concorrenza di Kerim Alajbegovic (Salisburgo/Juventus), Ayyoub Bouaddi (Lille/Manchester City), Pau Cubarsí (Barcellona), Yan Diomandé (Lipsia/Real Madrid), Lennart Karl (Bayern Monaco), Éli Junior Kroupi (Bournemouth), Johan Manzambi (Friburgo/Aston Villa), Ibrahim Maza (Bayer Leverkusen) e Warren Zaïre-Emery (Paris Saint-Germain). «È un onore essere qui a ricevere questo premio — le sue parole dal palco di Londra —. Avrei voluto condividere questa serata con il mio compagno di squadra Cubarsí, questo premio avrebbe dovuto vincerlo lui: è da tanto tempo che gioca a un alto livello», riconosce l’attaccante del Barça.
Onere che tocca al Pallone d'Oro 2004
La cerimonia del Pallone d’Oro 2026 è iniziata lunedì sotto le dorature dell'elegante teatro Palladium di Londra. A causa del traffico nella capitale britannica e della grande affluenza di tifosi, il gala è iniziato più tardi. La suspense resta intatta sull’identità dei fortunati vincitori, tra uomini e donne.
Si parte
Intanto, Mbappé siede da solo in sala. C'è tutta la famiglia di Yamal, compreso il fratellino minore. Il calciatore sfoggia uno strano fiore rosa al petto.
Non Cristiano, il Fenomeno
C'è troppo traffico per le vie di Londra.
Confusione intorno al Pallone d’Oro secondo il Daily Mail: poche ore prima della premiazione a Londra, sul sito ufficiale sono comparsi per breve tempo i tributi a tre vincitori: Harry Kane (Bayern Monaco), Kylian Mbappé e Lamine Yamal, con tanto di testo celebrativo. Il tabloid sottolinea come i testi siano rimasti online per oltre mezz’ora prima di essere rimossi. Sarebbe stata avviata un’indagine interna tra gli organizzatori.
Ecco di conseguenza i dieci i finalisti del Pallone d’Oro 2026: i francesi Ousmane Dembélé (Psg), Kylian Mbappé (Real Madrid) e Michael Olise (Bayern Monaco), il norvegese Erling Haaland (Manchester City), l’inglese Harry Kane (Bayern Monaco), il georgiano Khvicha Kvaratskhelia (Psg), l’argentino Lionel Messi (Inter Miami), gli spagnoli Fabián Ruiz (Psg), Rodri (Manchester City-Barcellona) e Lamine Yamal (Barcellona).
Leo Messi non è a Londra per la cerimonia. Lo scrive il quotidiano argentino Olé, indicando che il fuoriclasse ha scelto di rimanere a Miami, una indicazione del fatto che non sarebbe lui il vincitore — comunque tra i migliori 12 — nonostante venisse indicato nella rosa ristretta dei candidati forti con Yamal, Mbappé e Kane.
Lo spagnolo, autore del gol decisivo nella finale del Mondiale vinto contro l’Argentina, precede il brasiliano del Real Madrid Vinícius Jr, 17° e a secco di trofei tra campionato e Champions con i Blancos. Ferran Torres, passato in estate dal Barcellona al Psg, si mette dietro — oltre Vinícius — anche Marc Cucurella (Chelsea/Real Madrid), João Neves (Psg), William Pacho (Psg) e Gabriel (Arsenal).
Lautaro Martínez 22° classificato del Pallone d’Oro 2026. Il centravanti dell’Inter, unico giocatore della serie A presente nella lista dei 30 candidati, ha vinto il campionato italiano e la Coppa Italia, mentre in Champions League non è andato oltre i playoff. Importante anche il percorso con la maglia dell’Argentina, con cui si è fermato solamente in finale al Mondiale contro la Spagna.
Lautaro Martínez precede Nuno Mendes (Psg) e Luis Díaz (Bayern Monaco); seguono in classifica: 25° Marquinhos (Psg), 26°esimo Dayot Upamecano (Bayern Monaco), 27° Bruno Fernandes (Manchester United), 28° Julián Quiñones (Al-Quadsiah) ed ex aequo al 29° posto William Saliba (Arsenal) e Sadio Mané.
Il Pallone d’Oro viene assegnato da una giuria di giornalisti (uno per Paese) delle prime 100 nazioni del ranking Fifa per gli uomini e delle prime 50 per le donne. I criteri, in ordine decrescente: prestazioni individuali e peso decisivo, risultati di squadra e palmarès, comportamento.
Sul piano dei numeri, il centravanti inglese Harry Kane (33 anni) domina: 61 gol con il Bayern Monaco (semifinalista in Europa), che salgono a 73 aggiungendo quelli con l’Inghilterra (terza al Mondiale 2026). Meglio di lui, in una stagione, ha fatto solo Lionel Messi nel 2010-2011, con 82 reti. Il capitano dei Three Lions se la vede soprattutto con Kylian Mbappé (27 anni) e Lamine Yamal (19), due superstar che hanno difeso le proprie ragioni sulla stampa prima della chiusura delle votazioni. «Nessuno è stato meglio di me la scorsa stagione», ha dichiarato il francese, capocannoniere della Liga (25 gol), della Champions (15) e di sempre ai Mondiali (22, con i dieci dell’edizione 2026). L’attaccante del Real Madrid non ha però vinto nulla con il club né con la Nazionale, a differenza del giovane talento del Barcellona Yamal, trionfatore in Liga e soprattutto al Mondiale.
Il suspense resta intatto: nessun favorito netto per raccogliere l’eredità del francese Ousmane Dembélé e della spagnola Aitana Bonmatí, vincitrice delle ultime tre edizioni del premio femminile. La giocatrice del Barcellona è certa di dover cedere la corona dopo una stagione 2025-2026 condizionata da un infortunio. Quanto al fuoriclasse del Psg, ha sì confermato il titolo in Champions League, ma con prestazioni individuali meno brillanti.
Diverse centinaia di curiosi si sono radunati già dal primo pomeriggio davanti al London Palladium, nella speranza di vedere da vicino i candidati al Pallone d’Oro 2026 prima della consegna del premio in serata. La cerimonia scatterà alle 20 locali (le 21 italiane) nell’elegante teatro della capitale britannica, dove France Football ha portato eccezionalmente la sua serata di gala per celebrare la 70ª edizione.
(Salvatore Riggio) Chi sarà l’erede di Ousmane Dembélé? La risposta ci sarà questa sera con la consegna del Pallone d’Oro 2026. Il vincitore sarà premiato a Londra (e non a Parigi) per celebrare i 70 anni dalla sua istituzione e del primo vincitore, l’inglese Stanley Matthews (1956).
Il Pallone d’Oro viene assegnato da una giuria internazionale di giornalisti specializzati, con un rappresentante per ogni Paese delle prime 100 nazioni secondo il ranking Fifa per il premio maschile e delle prime 50 per quello femminile. E il ranking Fifa utilizzato è quello in vigore al momento della pubblicazione delle liste dei candidati: l’8 settembre. Ecco come seguire la cerimonia in tv.