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Moreira, notte da fenomeno sotto gli occhi di Kakà: «Me lo sentivo». Cardinale in lacrime: «Noi dei vincenti»

Moreira, notte da fenomeno sotto gli occhi di Kakà: «Me lo sentivo». Cardinale in lacrime: «Noi dei vincenti»

Nella notte del sabba delle streghe, succedono cose che non avevamo mai visto. Gerry Cardinale esce da San Siro in lacrime. «È stata una notte incredibile. Ogni tre giorni siamo in campo per giocare una partita, cercando di superare gli infortuni, per avere la nostra squadra al completo... E guardate questi ragazzi: sono dei vincenti. Mi viene da piangere. È fantastico. La migliore serata. La squadra ha tutte le carte in regola per vincere. Ci costruiremo sopra».

Nella notte in cui San Siro trema con una capienza da 77 mila posti, Gerry abbandona la diplomazia pre-derby, Amorim sorride e Chivu è costretto a fare autocritica («Fa male perdere un derby: le aspettative erano altre. Ci siamo presentati improvvisando soluzioni, visto le emergenze saltate fuori negli ultimi giorni. L’approccio è stato sbagliato»). Da quando ha iniziato a occuparsi del Milan in prima persona, Cardinale ha cambiato il registro linguistico: non più frasi prudenti, ma anzi dichiarazioni ad effetto. «Voglio riportare la società ai vertici del calcio italiano ed europeo. Farò un annuncio a breve» ha detto prima del fischio di inizio. Entro il 1 dicembre verrà ufficializzato l’ingaggio di Markus Krosche come Head of Football del club.

Nella sera in cui Chivu vede volteggiare antichi fantasmi («Abbiamo reagito, trovando il gol del 2-1. Potevamo pareggiare se non fosse stato per quella parata di Maignan. Dobbiamo migliorare atteggiamento e determinazione»), il Diavolo conquista l’ottava vittoria consecutiva e si catapulta a tre lunghezze dalla Roma e a quattro da Inter e Lazio. «C’era qualcosa di elettrico nell’aria» osserva Cardinale, che dopo aver tenuto fino a pochi mesi fa le distanze dagli eroi del passato per evitare paragoni scomodi, ora li invita a partecipare al grande evento. Kakà e Desailly in tribuna applaudono Moreira, l’esterno che aveva fatto tremare in settimana il popolo rossonero per un affaticamento al flessore. 

È stato l’eroe della serata: due assist e un gol segnato su punizione dopo aver pregato Modric e Pulisic di lasciargli l’onore/onere di calciarla. «Il gol? Me lo sentivo. Siamo rimasti compatti, abbiamo lottato. Con i compagni abbiamo messo in mostra un gran lavoro di squadra» ha detto il ragazzo con le trecce, costato in estate 50 milioni fissi più 16 di bonus. Il rilancio in classifica non lo spinge a voli pindarici: «Dobbiamo restare concentrati e pensare step by step». E a chi lo paragona a Kakà per la fisicità straripante e la corsa negli spazi, lui replica: «Lo ringrazio per essere venuto e per avermi dato il suo numero di telefono».

Al suo fianco sorride Pulisic, una sorta di portafortuna rossonero: ha segnato quattro gol all’Inter che, ogni volta, hanno propiziato la vittoria finale. «Piano a parlare di scudetto, prima dobbiamo trovare la continuità». Ruben Amorim esulta per il successo («Era importante festeggiare dopo la brutta gara con il Bologna e con poco riposo a disposizione») ma se la gente del Milan sta ancora cantando lui frena gli entusiasmi: «Mister Cardinale ha detto che lo scudetto è l’obiettivo. Noi abbiamo bisogno di notti magiche così ma la situazione non cambia dall’oggi al domani. Parlo chiaro: i tifosi non sono stupidi». Barella esce a testa bassa: «Dobbiamo farci un esame di coscienza, l’approccio non ci sta riuscendo».

A San Siro era presente Philippe Donnet, ceo del Gruppo Generali, ospite del Milan: conosce da tempo Scaroni, che ha fatto parte del cda del colosso assicurativo per sette anni. Anche il presidente del Coni Luciano Buonfiglio ha visto lo show: «Apprezzo visione e progettualità di Cardinale». Chissà se Gerry è corso ad appendere la sciarpa rossonera sulla Madunina.

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