Esiste un modo alternativo di fare rete e impresa anche nel profondo Sud Italia, in un arcipelago chiamato Eolie che ha deciso di fare il salto di qualità e di non chiedere aiuto a nessuno. Il motore di questo cambiamento si chiama «Brand Eolie» società nata per valorizzare il territorio e proprietaria dell’omonimo marchio con relative 250 licenze, unico benchmark in Europa capace di produrre 45 milioni di contatti certificati e una rendita territoriale programmata che ha generato 2 milioni 770 mila euro senza fare ricorso a fondi pubblici .
«Abbiamo dimostrato di possedere competenza, capacità strategiche e organizzative e conoscenza — puntualizza Daniele Corrieri, event manager per Brand Eolie —. La società ha proposto una best practice di macro-marketing autonomo, efficiente e a costo zero per il contribuente e, soprattutto, ha dimostrato come, nonostante il vuoto normativo e strategico in Europa, sia possibile promuovere i territori senza aspettare interventi calati dall’alto. Come Brand Eolie puntiamo alla valorizzazione delle eccellenze del territorio, facendo rete tra le migliori imprese eoliane e coordinando i diversi settori».
In circa sei mesi è stata messa insieme una rete d’Élite Eoliana che comprende non solo le aziende più quotate dei settori tradizionali come agricoltura, enogastronomia e ricettività, ma anche servizi per la nautica da diporto e il bunkeraggio, le imprese balneari ed escursionistiche e l’alta moda.
«La strategia di quello che ormai è il “Modello Brand Eolie” — spiega Corrieri — prevede una pressione mediatica costante da gennaio a dicembre, con l’accoppiata “Isole Eolie - Brand Eolie” e si basa sulla capacità di trasformare il puro costo industriale dei singoli attori in valore di listino aggregato, ponendosi come un unicum, visto che in Europa non esiste un altro sito Unesco che possa garantire questo flusso di attività generato esclusivamente da una rete d’impresa privata, senza sovvenzioni nazionali o europee o patrocini». Il progetto Brand Eolie punta esplicitamente a portare le attività a lavorare 10 mesi su 12 anziché 3 o 4 e in tal senso il modello identificato è l’sola di Procida che ha usato la leva culturale: un programma di eventi, mostre, residenze artistiche e promozione internazionale distribuito lungo l’anno, per portare le presenze a 900 mila in nove mesi, invece che concentrate nei tre mesi estivi
Le Rough Guides posizionano la Sicilia come meta turistica al 7° posto nel mondo e inseriscono Cefalù e Taormina nella Top 20 di European Best Destinations 2026. Ma queste famosissime località siciliane, diversamente dalle Eolie, beneficiano di contributi annui molto corposi. Prossimo obiettivo di Brand Eolie? Entrare tra le top destinazioni europee con le prestigiose colleghe siciliane.
27 ottobre 2026, 08:35 - Aggiornata il 27 ottobre 2026 , 08:35