Clemente Del Vecchio, 22 anni, diventa il primo azionista di Delfin. Il più giovane degli otto eredi del fondatore di Luxottica ha acquistato da Rocco Basilico un piccolo pacchetto di titoli per circa 800 mila euro, portando la propria partecipazione appena sopra il 12,5%. L’accordo risale al 23 luglio 2026. Il trasferimento, comunicato alla holding con una lettera del 12 ottobre, è stato già accolto dal consiglio di amministrazione, riferisce al Corriere una fonte vicina a Basilico.
La vendita ha due conseguenze: Clemente supera gli altri soci, ai quali era stato assegnato inizialmente una quota identica pari al 12,5%. E, secondo la fonte vicino a Basilico, l’acquisto e la registrazione del trasferimento confermano il riconoscimento della piena proprietà delle sue azioni, contestata da Leonardo Maria Del Vecchio.
Clemente ha comprato 550 azioni ordinarie e 22 titoli privilegiati di categoria A (PESCs). La quota è molto inferiore allo 0,4% che Basilico aveva inizialmente proposto di trasferire. Il prezzo, circa 800 mila euro, sarebbe stato calcolato sul valore netto delle attività di Delfin al 16 ottobre 2025, senza sconti.
La lettera non riporta l’importo, ma dichiara che Basilico è stato interamente pagato e ha rilasciato all’acquirente una liberatoria definitiva. I due firmatari hanno chiesto agli amministratori di registrare la cessione nei libri della società e di effettuare gli adempimenti previsti in Lussemburgo. La registrazione è stata poi completata.
Basilico resta socio di Delfin con una partecipazione di poco inferiore a quella precedente. La lettera non contiene accordi sul voto: non permette quindi di stabilire se alla compravendita si accompagni un’intesa tra i due soci sulle decisioni della holding.
Clemente, studente di ingegneria al Politecnico di Milano, è il figlio più giovane di Leonardo Del Vecchio, nato dalla relazione con Sabina Grossi, dalla quale è nato anche Luca. Basilico è invece il figlio di Nicoletta Zampillo e del banchiere Paolo Basilico. Insieme alla madre e ai sei figli del fondatore, è uno degli otto beneficiari della successione.
La piena proprietà della partecipazione di Basilico è una delle ragioni dello scontro con Leonardo Maria. Sulla quota gravava l’usufrutto della madre: Leonardo Maria aveva contestato gli effetti della rinuncia di Zampillo e il diritto del fratellastro a disporre dei titoli come pieno proprietario. Basilico aveva a sua volta impugnato la delibera che autorizzava il progetto di Leonardo Maria di acquistare le quote di Luca e Paola per salire al 37,5%.
Ma la disputa sull’eredità riguarda anche i dividendi, la possibilità di trasferire le partecipazioni a società personali e la gestione degli investimenti di Delfin, primo azionista di EssilorLuxottica e socio di Generali, Monte dei Paschi, UniCredit e Covivio.
Le divergenze tra gli eredi hanno così rallentato il riassetto della holding dopo la morte di Leonardo Del Vecchio, nel giugno 2022. Ora Leonardo Maria annuncia di voler chiudere il contenzioso con i fratelli. «Basta con le guerre fratricide», ha dichiarato a RTL 102.5, spiegando di aver chiesto ai propri avvocati di «chiudere tutte le cause nei confronti dei miei fratelli». Ha espresso rimpianti soprattutto per i rapporti con Luca e Clemente. Non è stata però annunciata la conclusione di un accordo complessivo sulla successione. In ogni caso, la vendita tra Basilico e Clemente precede l’apertura di Leonardo Maria.
Per il riassetto della cassaforte lussemburghese si valuta anche un acquisto delle partecipazioni di uno o più soci da parte della stessa Delfin. La holding avrebbe già avuto contatti preliminari con le banche per studiarne il finanziamento.
Leonardo Maria continua intanto a investire nell’editoria. Dopo il Giornale e il gruppo che pubblica Qn, Il Giorno, La Nazione e Il Resto del Carlino, Lmdv Media ha autorizzato una due diligence su Seif, editrice del Fatto Quotidiano, per valutare un’Opa finalizzata al delisting. Il prezzo indicato è di 0,286 euro per azione, per circa 7,15 milioni complessivi. I soci fondatori, che detengono la maggioranza, però hanno già dichiarato di non voler vendere.