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Elezioni in Israele 2026, la mappa del voto: Tel Aviv con Eisenkot, Netanyahu avanti a Gerusalemme

Elezioni in Israele 2026, la mappa del voto: Tel Aviv con Eisenkot, Netanyahu avanti a Gerusalemme

Si tengono in Israele le elezioni politiche (a questo link il live in costante aggiornamento), le prime dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 e la guerra in Palestina a cui l’evento ha dato inizio. Il voto ha lo scopo di rinnovare la Knesset, ovvero il parlamento israeliano, composto da 120 seggi, e quindi a determinare chi guiderà il prossimo governo. La sfida per il ruolo di primo ministro è tra Benjamin Netanyahu, leader della destra e premier attualmente in carica, e Gadi Eisenkot, alla guida del fronte di opposizione. La mappa qua di seguito, elaborata dalla piattaforma editoriale Withub sui dati della Commissione elettorale centrale di Israele, mostra come si distribuiscono sul territorio e tra le varie regioni del Paese.

I voti scrutinati finora corrispondono al 100%, ma i dati riscontrati finora - e su cui si basa la mappa - corrispondono al 92,8% (in aggiornamento). Attualmente, 53 seggi vanno al blocco Netanyahu, 48 a quello del Cambiamento guidato da Eisenkot, mentre 19 ai partiti arabi. Alla verifica, secondo gli ultimi aggiornamenti, mancano circa 430-480 mila «buste doppie» ancora da scrutinare che possono cambiare il quadro. Si intende quelle che richiedono doppio controllo e arrivano dagli elettori non in sede, come soldati, ospedalizzati, diplomatici all'estero e detenuti. La Commissione elettorale centrale di Israele ha precisato che si tratta di una cifra ancora provvisoria, dal momento che le schede sono ancora in fase di ricezione.

Entrando nel dettaglio delle regioni principali, quella di Tel Aviv registra al momento un vantaggio per il blocco di Eisenkot con  271.340 voti (71,1%) mentre quello di Netanyahu ne totalizza 83.222 (21,8%). Nell’area geografica dei Monti della Giudea, dove si trova Gerusalemme, è avanti Netanyahu con 220.860 voti (65,2%); Eisenkot segue con 78.939 voti (23,3%). Ad Haifa, a nord del Paese, il maggior numero di voti è di Eisenkot (179.587, 51,2%), mentre Netanyahu ne totalizza 131.895 voti per il 37,6% del complessivo. Vantaggio dell’attuale primo ministro nella regione di Arava, con 13.413 voti per il 50,3%; Eisenkot ne conta 11.260 (42,4%). Ashkelon, che è una delle regioni che confina con la Striscia di Gaza, si attesta in vantaggio il premier ancora in carica con 70.399 voti (61,3%) ed Eisenkot segue con 36.776 (32%). Tra le aree dove registrano un vantaggio i partiti arabi c’è Be'er Sheva, con il 46,7% (112.724 voti); qua Netanyahu conta 71.855 voti (29,8%) ed Eisenkot 48.188 voti (20%).

Allo stato attuale dei conti, i seggi sono suddivisi tra i partiti:
- Likud - partito di Netanyahu, 26 seggi;
- Yashar, 21 seggi;
- Lista Unita, 12 seggi;
- Beyachad (Lapid-Bennett), 12 seggi;
- I Democratici, 8 seggi;
- Yisrael Beitenu, 7 seggi;
- Ra'am, 7 seggi;
- Ebraismo della Torah Unito, 7 seggi;
- Otzma Yehudit (Ben Gvir) 7 seggi;
- Shas, 7 seggi;
- Sionismo Religioso (Smotriche);
- Zehut, 6 seggi.

A tenere testa a Netanyahu all’opposizione c’è Gadi Eisenkot, ex generale e politico isrealiano che è entrato a far parte del gabinetto di guerra del governo dell’attuale premier proprio dopo gli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023. Ha guidato le Forze di difesa israeliane (Idf) dal 2015 al 2019, dopo una carriera militare di oltre quarant'anni, durante la quale ha ricoperto incarichi di comando, tra cui quello alla guida del Comando settentrionale. Nel 2022 è entrato in politica con il partito Unità nazionale di Benny Gantz. Lo scorso anno ha fondato il partito centrista Yashar, diventando il principale sfidante di Netanyahu.

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