Economia

Manovra 2027, via libera del governo: fondo pensione per i neonati da 100 euro l'anno. Slitta il decreto bollette

Manovra 2027, via libera del governo: fondo pensione per i neonati da 100 euro l'anno. Slitta il decreto bollette

Via libera del Consiglio dei ministri alla Manovra 2027. Dopo giorni di trattative nella maggioranza e un confronto con Bruxelles sui margini di flessibilità dei conti pubblici, il governo ha approvato nel pomeriggio del 28 ottobre il disegno di legge di bilancio che ora dovrà affrontare l'esame del Parlamento. Tra le novità emerge un fondo previdenziale per i neonati, con un contributo dello Stato di 100 euro all'anno fino al compimento dei 18 anni, fortemente voluto dal ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, mentre resta invece fuori dalla riunione il decreto bollette, che avrebbe dovuto introdurre nuove misure contro il caro energia, compreso un tetto al prezzo del gas.

 La manovra, l'ultima della legislatura prima delle elezioni politiche, arriva in un contesto segnato dalla pressione sui bilanci delle famiglie, dalle difficoltà delle imprese e dalla necessità di trovare coperture per gli interventi su fisco, pensioni e sostegni sociali.

Come detto, si ferma, almeno per il momento, il nuovo decreto bollette. Il provvedimento, inizialmente atteso sul tavolo del Consiglio dei ministri, non è stato discusso nella seduta del 28 ottobreI. Tra le misure anticipate figura un price cap sul gas fissato a 58,9 euro per megawattora, con una durata prevista di 12 mesi, prorogabile fino a un massimo di 18. L'indicazione arriva da fonti qualificate citate dalle agenzie.

L'obiettivo del decreto è contenere il costo dell'energia per famiglie e imprese, particolarmente esposte alle oscillazioni dei prezzi internazionali. Il tetto annunciato riguarda il prezzo del gas, ma restano da chiarire il mercato di riferimento, il funzionamento del meccanismo e le modalità con cui l'eventuale beneficio si trasferirà sulle bollette. Il rinvio della discussione significa che, per ora, il price cap resta una misura annunciata e non ancora approvata.

Un salvadanaio previdenziale che comincia a riempirsi fin dalla nascita, quando la pensione è ancora un orizzonte lontanissimo. È questa l'idea alla base di una delle novità della manovra. A partire dal 2027, secondo quanto riferito da fonti di governo, lo Stato verserà 100 euro all'anno per ogni nuovo nato, fino al compimento del diciottesimo anno di età. In totale, ipotizzando 18 versamenti annuali, il contributo pubblico raggiungerebbe 1.800 euro per ciascun beneficiario, senza considerare eventuali rendimenti.

La proposta, sostenuta da Giorgetti e condivisa dagli alleati di maggioranza, riprende un progetto lanciato durante l'estate dal presidente dell'Inps. Il meccanismo originario prevedeva l'apertura di una posizione previdenziale intestata al bambino, con la possibilità per genitori e nonni di aggiungere risorse e, una volta raggiunta la maggiore età, per il giovane di continuare ad alimentare il proprio capitale. La versione definitiva dovrà chiarire se queste caratteristiche saranno confermate, come verranno investite le somme e quando potranno essere utilizzate.

Dietro la misura c'è una delle grandi incognite del sistema pensionistico italiano: l'inverno demografico. Mentre diminuiscono le nascite e si allunga la vita media, il rapporto tra lavoratori attivi e pensionati diventa progressivamente più difficile da sostenere. Meno persone che versano contributi, più persone che ricevono un assegno. Il governo punta quindi a incoraggiare una forma di accumulo previdenziale molto precoce, destinata ad accompagnare i giovani nel loro futuro lavorativo.

Il fondo non va però confuso con i contributi previdenziali obbligatori versati durante l'attività lavorativa. Al momento non risulta che i 100 euro annui possano essere utilizzati per maturare anzianità contributiva ai fini della pensione Inps. È uno degli aspetti che dovrà essere chiarito dal testo della legge.

Con il via libera del Consiglio dei ministri si apre ora la fase parlamentare della legge di bilancio. Camera e Senato avranno tempo fino al 31 dicembre per approvare definitivamente la manovra, destinata a entrare in vigore dal primo gennaio 2027, salvo diverse decorrenze previste per le singole misure. Il testo sarà quindi ancora suscettibile di modifiche, anche alla luce delle richieste dei partiti e delle coperture disponibili.

28 ott 2026 | 16:50

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