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Genoa-Juventus 2-0: gol di Ehizibue e Baldanzi. Bianconeri in ginocchio, ora Spalletti rischia grosso

Genoa-Juventus 2-0: gol di Ehizibue e Baldanzi. Bianconeri in ginocchio, ora Spalletti rischia grosso

Ormai la stagione della Juve è una storia di fantasmi: a Marassi, incandescente covo del Genoa, Madama subisce la terza sconfitta (su nove giornate) dentro un calendario non impossibile, tra un primo tempo ai limiti dell’ammutinamento — sotto 2-0 e un solo falletto commesso — e una ripresa di tentativi (17 tiri e 1,28 expected goal) ma con la solita inconcludenza (4 spari nello specchio). Va da sé, con queste montagne russe di risultati e questa classifica (bianconeri ottavi), pure il destino di Luciano Spalletti torna in bilico, in vista delle tre sfide da qui alla sosta: Napoli domenica, poi l’Europa League ad Alkmaar e la Fiorentina fuori.

Il primo tempo della Juve è tipo l’inizio di «Salvate il soldato Ryan»: Genoa con il 75 per cento di possesso e 11 tocchi in area, trovando due gol. Per dire della pericolosità rossoblù, pure quando la Vecchia riequilibrerà il possesso, la squadra di De Rossi andrà alla pausa con 7 tiri dentro l’area, contro i due della Juve. Da ultimo, sull’uscio degli spogliatoi, un rigore in movimento calciato malamente a lato da Kalulu. Peggio che la tramontana che sferza Marassi: zero idee, niente garra e poca tecnica. 

Detto che il 5-3-2 è statico e scolastico, non è neppure questione di moduli, schemi, lavagne: come in tutti gli sport, è l’attitudine a spazzare via tutto, quando una c’è l’ha (il Genoa) e l’altra no (indovinate chi). Ogni transizione del Grifo è un giro di roulette, nel senso che la Juve poteva prendere gol. Senza vergogna, se al 23’ la ripartenza scatta dal rinvio del portiere: Bijlow- Osmajic e tiro sull’esterno della rete. Difatti, il bis ha quel timbro postale, un contropiede innescato su angolo juventino: Kalulu — tu quoque, da migliore della scorsa stagione — si fa scippare in campo aperto da Vitinha, di cui poi subisce l’uno contro uno in area, segue piattone di Baldanzi, flipper Bremer-Vicario e palla in rete. 

Il vantaggio era stato questione di una decina di minuti, con l’arena che già soffiava più forte del vento, e il Genoa anche di più: cross basso di Baldanzi (un partitone), senza alcuna pressione, pallone che taglia l’area piccola e rasoterra vincente di Ehizibue, dimenticato sul secondo palo. Sulla stoccata, la deviazione di Cambiaso rende impossibile ogni intervento di Vicario. Nella ripresa, Spalletti ci prova con i cambi e il 4-2-3-1, andandoci vicino solo agli sgoccioli: traversa di Koop (su punizione di seconda) e sventola (deviata) di Lucumi. Troppo tardi.

28 ottobre 2026, 22:39 - Aggiornata il 28 ottobre 2026 , 23:21

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