Economia

Manovra da 26 miliardi, tutte le misure: 100 euro l’anno per i neonati, Irpef al 33% fino a 55 mila euro e flat tax fino a 100 mila

Manovra da 26 miliardi, tutte le misure: 100 euro l’anno per i neonati, Irpef al 33% fino a 55 mila euro e flat tax fino a 100 mila

La legge di Bilancio vale 26 miliardi di euro nel 2027, 2,5 miliardi in più rispetto al Documento programmatico di bilancio (Dpb) inviato a Bruxelles, grazie alla flessibilità ottenuta dalla Ue sulle spese in deficit per l’energia. Circa 9 miliardi saranno destinati alla conferma di tutti gli interventi (bonus, sgravi, decontribuzioni, incentivi) previsti dalla manovra dello scorso anno. L’estensione dell’aliquota Irpef al 33% a 55 mila euro vale 1,2 miliardi, la sanità assorbe 5 miliardi, mentre 850 milioni vanno al fondo per la pensione volontaria a 64 anni (con modalità da definire). Dal lato delle coperture 14 miliardi sono in deficit divisi a metà tra interventi per difesa e energia, altri 5 miliardi arriveranno attraverso il contributo richiesto a banche e assicurazioni, il settore giochi concorrerà con circa 700 milioni e nelle ultime ore è stato aggiunto un intervento a carico delle società energetiche (circa 700 milioni). Infine, come indicato nel Dpb, c’è 1 miliardo di risparmi di spesa nei ministeri.

Il taglio delle tasse sul ceto medio c’è. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, lo rivendica, come a sottolineare l’impegno personale che ci ha messo affinché la misura entrasse nella legge di Bilancio. Del resto era stata la stessa premier, oltre a diversi ministri, a dire nei mesi scorsi che questa sarebbe stata la misura qualificante della manovra 2027. Poi lo scenario internazionale è peggiorato, i «nuvoloni», come li ha definiti il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, si sono addensati all’orizzonte e, qualche settimana fa, il taglio dell’Irpef sembrava uscito dalla manovra, tra le proteste del vicepremier, Antonio Tajani, che l’ha adottato tra le priorità indicate da Forza Italia. Il taglio è quindi riemerso, ma in forma ridotta, dimezzata anzi. Il secondo scaglione, quello con l’aliquota al 33%, sale da 50 mila a 55 mila euro e non più a 60mila come promesso all’inizio. Il costo per lo Stato si dimezza: da 2,7 a 1,3 miliardi l’anno. Ma anche i risparmi per i contribuenti: al massimo 50o euro l’anno.

Se Antonio Tajani e Forza Italia hanno avuto soddisfazione, almeno in parte, sul taglio dell’Irpef per il ceto medio, Matteo Salvini e la Lega hanno visto accolta la richiesta di allargare la platea dei soggetti beneficiari della flat tax, l’imposta piatta sostitutiva pari al 15% (5% per le start up). L’allargamento avverrà consentendo la flat tax a tutti i lavoratori autonomi con ricavi fino a 100mila euro, contro gli 85 mila attuali. Resta però il nodo dell’Iva che, secondo le regole europee, non può essere assorbita nell’imposta sostitutiva per ricavi superiori a 85 mila euro. Su questo, ha precisato la premier nella conferenza stampa dopo il consiglio dei ministri, è in corso una trattativa con la commissione europea. A chi le ha fatto osservare che il taglio dell’Irpef sul ceto medio è stato ridimensionato rispetto alle promesse iniziali mentre l’allargamento della flat tax no, Meloni ha risposto che estendere l’Irpef al 33% fino a 60 mila sarebbe costato 2,7 miliardi mentre la flat tax fino a 100 mila euro costa «solo» 260 milioni.

Compromesso sulle pensioni. Anche in questo caso imposto dalla ristrettezza delle risorse. Nonostante il pressing della Lega, nel disegno di legge di Bilancio non c’è la pensione a 64 anni per tutti. La proposta che era stata presentata a Palazzo Chigi puntava a consentire ai lavoratori con 64 anni di età e 36 di contributi (una evidente allusione alla Quota 100 tante volte invocata dalla Lega) di poter andare in pensione, ma con l’assegno calcolato col metodo contributivo. Questa possibilità oggi è prevista solo per chi ha cominciato a lavorare dopo il 1995. Invece, per chi ha cominciato prima l’età di pensionamento resta a 67 anni (67 anni e un mese dal 2027). Nella manovra è ora previsto un fondo per la «flessibilità in uscita» da 850 milioni. Le modalità per utilizzarlo saranno definite con un decreto legge a gennaio. Poiché la somma non basta a finanziare la pensione a 64 anni per tutti, il perimetro verrà ristretto col decreto. Tra le ipotesi, legare il pensionamento all’ingresso di un giovane: la cosiddetta staffetta generazionale.

Vengono confermate tutte le misure sul lavoro in scadenza a fine anno, sono interventi da circa 9 miliardi di euro. Quindi anche nel 2027 viene confermata la tassazione agevolata al 5% per gli aumenti dei rinnovi contrattuali, misura che ha incentivato i rinnovi di oltre 4 milioni e 250 mila lavoratori. Novità invece per i lavoratori under 35: gli incrementi di reddito sono tassati solo all’1%. E sempre per i giovani lavoratori, stavolta fino a 30 anni, sale a 2.000 euro il limite di esenzione dei fringe benefit. Confermata la super deduzione al 120% per chi assume secondo la formula «più assumi meno paghi». Aumentano però gli sgravi contributivi per chi assume mamme lavoratrici e giovani con le percentuali che salgono rispettivamente al 180% e al 140%. E aumenta anche il bonus lavoratrici per le mamme che hanno 2 o più figli e fino a 40 mila euro di reddito annuo: passa da 60 a 100 euro al mese. Confermata anche per il 2027 la tassazione all’1% dei premi di produttività. È saltata invece l’ipotesi di uno sconto sulla tredicesima.

La discussione sulle coperture è stata uno snodo cruciale per l’elaborazione della manovra. Il governo torna a chiedere un contributo da 5 miliardi al settore finanziario, un’istanza che segue quella da 10 miliardi inserita nella legge di Bilancio dello scorso anno. Ma lo sbarramento a difesa delle banche di Forza Italia è stato superato grazie a un compromesso. L’intesa è passata perché quelle risorse indispensabili consentono di finanziare il taglio dell’Irpef fino a 55 mila euro di reddito, si aggiunga la decisione (voluta da FI) di esentare dal prelievo i piccoli istituti e le banche di prossimità. Nel frattempo, però è spuntato anche un contributo a carico dei produttori di energia (700 milioni di euro). Il governo dovrà, insomma, vedersela con i forti malumori di entrambi i settori. In manovra figura anche il prelievo da 700 milioni richiesto alle società del comparto giochi. Un ulteriore giro di vite riguarda la tassa sulle transazioni finanziarie, la Tobin-tax, che passa dallo 0,2% allo 0,6%.

Famiglia, natalità, giovani. Anche la manovra 2027 dedica diverse misure alle questioni che Meloni ha definito «priorità». Fortemente voluto dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e dalla ministra del Lavoro Marina Calderone, dal 2027 ai nuovi nati arriva un «fondo previdenziale» aperto dall’Inps dove ogni anno fino ai 18 anni lo Stato verserà 100 euro. È un «salvadanaio» che genitori e parenti potranno integrare, non tassabile, né pignorabile e riscattabile solo dai 18 anni. O può essere usato come strumento di previdenza complementare. «Da oggi — ha detto il presidente Inps Gabriele Fava — la pensione inizia dalla nascita». È confermato il congedo parentale all’80% che arriva fino al 4° mese per il primo figlio, diventa di 5 mesi dal secondo e dal 3° sale a 6 mesi, sempre pagato l’80% dello stipendio e da usufruire entro il sesto anno d’età del bambino. Per i lavoratori autonomi un voucher da 500 euro per 3 mesi per servizi per la conciliazione.

L’abolizione del bollo auto e moto fino a 80 Kw viene resa strutturale. Vale ricordare che la misura varata lo scorso settembre prevede che ciascun cittadino possa beneficiare dell’esenzione per un solo veicolo, e nel caso di possesso di più mezzi il bonus vale per quello con minore potenza fiscale. «Parliamo di circa il 70% dei veicoli in circolazione - ha spiegato la premier Meloni al termine del consiglio dei Ministri — . In molti avevano sminuito questa misura e verranno smentiti perché troveranno nero su bianco che è strutturale e definitiva, almeno fino a quando governa il centrodestra». Nella manovra c’è poi una novità curiosa che introduce la possibilità per coloro che possiedono un veicolo di richiedere, a pagamento, una targa personalizzata, scegliendone lettere e numeri. «Ci si potrà più o meno sbizzarrire come si ritiene, ovviamente sostenendo un costo. Qualcosa mi dice che la creatività degli italiani qui potrebbe farsi valere...», ha detto la premier Meloni.

Il pacchetto sanità prevede risorse aggiuntive nel Fondo sanitario nazionale per 3,4 miliardi di euro che raggiunge quota 146,3 miliardi nel 2027. Una parte delle risorse servirà ad aumentare gli stipendi dei medici di Pronto soccorso che, sottolinea la premier Meloni, «sono la prima linea e il luogo dove i cittadini misurano ogni giorno la risposta della sanità pubblica». Ma per il 2027 è previsto anche un voucher da 300 destinato agli anziani sopra i 75 anni e con pensioni fino a 28 mila euro annui: servirà a coprire le spese sanitarie e farmaceutiche non previste dal Sistema sanitario nazionale, come ad esempio quelle dentistiche. La misura vale 1,6 miliardi e interessa 5,5 milioni di persone. Altre risorse sono destinate all’innalzamento dei tetti del payback, prevedendo, per quello farmaceutico, uno specifico contributo di riduzione per le imprese che investono nel nostro Paese. Previsti anche l’aggiornamento delle tariffe ospedaliere per acuti e il finanziamento degli interventi per Alzheimer e demenze.

Novità arrivano anche sul fronte casa in particolare sugli affitti, tema che, come ha detto la premier Meloni in conferenza stampa, «affligge tutta l’Europa, da Parigi ad Amsterdam, l’Italia non fa eccezione». Il pacchetto casa prevede quindi il calo dal 10% al 5% dell’aliquota della cedolare secca per i contratti a canone concordato. Se l’affittuario è un giovane sotto i 35 anni d’età, la cedolare secca scende all’1%. «Significa — ha spiegato Meloni — che converrà molto affittare a canone calmierato ad un giovane piuttosto che affittare ad un prezzo di mercato o piuttosto tenere la casa sfitta, non utilizzata o magari affittata in nero». Dal 2027, inoltre, la cedolare secca al 21% viene estesa anche agli immobili commerciali. Vengono poi confermati i bonus edilizi per le ristrutturazioni e l’efficientamento energetico anche nel 2027: le detrazioni restano al 50 % per la prima casa e al 36% dalla seconda abitazione in poi. Confermato anche il bonus mobili con un massimo di spesa fissato a 5 mila euro.

La clausola energia è stata destinata in maniera significativa alle imprese (FER X, energy release, biometano, settore idroelettrico). La National Escape Clause (Nec energia) è la flessibilità sui conti concessa dall’Europa per le spese legate all’energia, la manovra può quindi destinare alcune risorse per interventi di efficientamento energetico di edifici pubblici, edifici scolastici, ospedali, università, enti pubblici di ricerca, strutture sportive. Tra gli interventi rientra ad esempio l’installazione di climatizzatori e pompe di calore nelle scuole, cui sono destinati 650 milioni di euro con una copertura fino al 100% dell’investimento, che consentirà di intervenire su circa 700 edifici scolastici. A ospedali e strutture sanitarie pubbliche sono destinati 600 milioni di euro. Ma altre risorse sono destinate a investimenti infrastrutturali, con particolare attenzione al sistema ferroviario (5 miliardi in 2 anni) e alla rete stradale nazionale, e al miglioramento della sicurezza e dell’efficienza dei collegamenti.

La legge di Bilancio prevede il potenziamento delle misure a sostegno delle imprese attraverso interventi in materia energetica, innovazione e investimenti. Viene, per esempio, rafforzato il credito d’imposta per gli investimenti nella Zes unica, con lo stanziamento di 2,4 miliardi di euro nel 2027 e di ulteriori 1,25 miliardi nel 2028. Previsti inoltre i finanziamenti per il cloud computing, le misure per i settori dell’agricoltura, della pesca e del turismo e la proroga di ulteriori sei mesi della sospensione della plastic tax e della sugar tax. Il viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, ha ricordato che l’iperammortamento per gli investimenti in innovazione è previsto fino al 2028. Nella manovra non figurano gli incentivi per agevolare le aggregazioni delle piccole e medie imprese, una richesta avanzata più volte da Confindustria al governo. Tanto che la premier Meloni in conferenza stampa ha detto:«Spero sia possibile introdurli in sede di approvazione della legge di Bilancio».

All’ordine del giorno del Consiglio dei ministri di ieri, 28 ottobre, figurava anche l’approvazione di un decreto legge con «Disposizioni urgenti per la riduzione del costo dell’energia elettrica e del gas in favore delle famiglie e delle imprese», in pratica un decreto Bollette bis, dopo quello dello scorso febbraio. Il provvedimento che avrebbe dovuto recepire l’accordo del 16 ottobre scorso tra il governo italiano e la commissione europea sul tetto al prezzo del gas usato per la produzione di energia elettrica, con l’obiettivo di abbassare appunto il costo delle bollette per famiglie e imprese. Secondo la bozza del decreto, lo Stato dovrebbe rimborsare ai produttori la differenza tra il prezzo di mercato del gas e il price cap previsto dall’accordo con la commissione (59 euro al mwh). Ma l’approvazione è slittata al prossimo Consiglio dei ministri, ha detto la premier Giorgia Meloni, precisando: «Sul decreto bollette non ci sono problemi di coperture, né con la commissione Ue, ma alcune verifiche tecniche da fare».

29 ott 2026 | 07:09

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