Un’orchestra perfetta. La Lazio targata Rino Gattuso si regala una gran bella partita al Mapei Stadium, dominando il Sassuolo con un roboante 6-2 che ne certifica lo stato di grazia e la solida leadership in classifica. In attesa dell’Inter impegnata sul campo del Venezia mercoledì, i biancocelesti si godono un primato solitario a quota 25 punti, mantenendo l’imbattibilità.
Nella Lazio i meccanismi ruotano a memoria, le gambe mulinano a ritmi forsennati, i contrasti sono feroci e l’efficacia sotto porta sfiora la perfezione. Un quadro idilliaco per i biancocelesti, che fa da stridente contrasto con il buio pesto in casa neroverde, dove il momento delicato si trasforma in crisi profonda dopo aver racimolato un solo risicato punto nelle ultime cinque uscite stagionali.
La sfida di Reggio Emilia si accende senza neanche il tempo di prendere le misure. La Lazio parte subito forte e sblocca il risultato al primo affondo utile: Taylor è la spina nel fianco che raccoglie un traversone vagante all’interno dell’area di rigore e batte Turati. Il Sassuolo prova a reagire d’orgoglio e trova il pareggio grazie alla conclusione di Thorstvedt. Ma l’illusione emiliana dura una manciata di battiti d’ali. La capolista torna a spingere con una ferocia agonistica impressionante: prima Isaksen concretizza al meglio una rifinitura d’autore di Zaccagni per riportare avanti i suoi, poi ci pensa Floriani a calare l’allungo decisivo con una spaccata su assist basso di Taylor. I padroni di casa provano a riorganizzarsi, ma l’espulsione diretta di Thorstvedt per un fallo su Zaccagni lascia la squadra in dieci uomini e ne complica maledettamente i piani. Nonostante l’inferiorità, il Sassuolo mostra un sussulto d’orgoglio accorciando le distanze con Esposito, lesto a sfruttare un’amnesia della retroguardia avversaria su sponda di Cinquegrano. La risposta della Lazio è, però, nuovamente immediata e letale: sull’asse Isaksen-Zaccagni arriva l’infilata del quarto gol che chiude un primo tempo pirotecnico e spettacolare.
La ripresa si apre nel segno di un altro show. La Lazio spinge subito per chiudere definitivamente i conti e guadagna un calcio di rigore per un tocco di mano di Cinquegrano segnalato alla Var, ma Zaccagni si fa ipnotizzare dal dischetto da Turati. La fiammata avversaria non scalfisce minimamente la sicurezza dei ragazzi di Gattuso, che trovano la cinquina grazie a una bella trama orchestrata da Zaccagni e rifinita dal piazzato chirurgico dell’olandese Noslin. L’incredibile copione del match vede poi il portiere emiliano superarsi ancora respingendo un secondo rigore consecutivo, battuto questa volta da Frattesi e procurato da un indemoniato Isaksen. Ma l’appuntamento con il sesto gol è solo rimandato. Lo firma ancora Noslin. È una prova di forza spaventosa quella della Lazio, ora in vetta al campionato per almeno una notte.